More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  SHINE ON...you crazy dia...PhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

Piero

View spaceSend a message
Occupation:
Age:
Location:
Interests:
Simpatico, estroverso, responsabile, ambizioso, spontaneo, equilibrato, pessimista cronico, pacifico e pacifista, mancino, studioso ma amante del divertimento, antisportivo, credente-praticante & meditativo-ignaziano, ansioso, romantico, dolce.
Orientamento Politico: Vangelo. Orientamento politico-partitico: sinistra (il meno peggio).
Per alcuni catto-comunista, per altri prete di campagna...
...semplicemente...ME STESSO, contro ogni ideologismo standardizzante.
Benvenuto nel mio Spaces!
  • August 26 7:41 PM
    Grazie mille per l'incoraggiamento. Devo dir la verità io non so di preciso quello che sto passando, i sentimenti che sto provando sono talmente contrastanti che non sono in grado di controllarli. Comunque sia sapere di avere intorno persone che mi spronano e incoraggiano come te e Dis-Grazia mi fa star già molto meglio. Grazie mille. Alla prossima avventura
  • May 17 2:29 PM
    ........ciao.......girovagando qui e là son finita qui...già vedere shine on you crazy diamond...ho detto...CIUMBIA!!!uhuhuhuh.....poi,dando meglio un'occhiata....complimenti......se sei così,come sembri da quel che ho potuto leggere..complimenti,grande persona!!!....ciao.....
  • February 28 9:31 PM
    Siamo due ragazze stufe dei blog pink pieni di interventi superficiali...cerchiamo sostenitori...se sei interessato passa da noi e diffondi i nostri pensieri...
     
    .::Yellow Queen::. 
     
    p.s.complimenti per il blog
  • July 06 11:24 PM
    non so perchè stasera era così abbattuto, ma voglio solo dirti che non devi preoccuparti di niente. Nè tantomeno di quello a cui stavi pensando. OK?ci siamo intesi?
    yi voglio bene, stupido.

SHINE ON...you crazy diamond...SHINE ON

About myself
August 26

Cast Away

Siamo quasi al termine. Marco se ne è già andato, avendo finito prima e volendosi giustamente godere qualche giorno di vacanza prima di cominciare a lavorare di nuovo. Io resto fino al 5 ed estendo il campione delle interviste a 210 contadini. A volte è un pò come rimanere da soli su di un'isola deserta, stile Cast Away...Sto pensando con cosa costruire un amico immaginario con cui poter scambiare 2 chiacchiere senza parlare un inglese da troglodita per comunicare. C'ho messo tanto ad imparare correttamente l'inglese e ora...me lo devo dimenticare altrimenti non capiscono!!!
Le interviste vanno bene, e sto anche imparando molte cose sul funzionamento del mercato del riso, i vantaggi della produzione organica, la coltivazione e i benefici ricevuti dall'essere membri di un gruppo di produttori. Ci sono molti passaggi che si ignorano quando si è nella propria realtà e si leggono solo pagine generiche su un processo in realtà molto più dettagliato e delicato.
E' molto affascinante entrare a contatto con questi contadini. Pensare che sono loro a trainare prevalentemente il progresso della Thailandia, ma paradossalmente sono quelli che hanno meno profitto (se non 0) di tutti gli altri lavoratori. Il contadino thailandese si sveglia alle 5 del mattino e lavora tutto il giorno nelle risaie, piegato a raccogliere il riso grezzo e piantarlo in un nuovo campo per poi raccoglierlo nuovamente e mandarlo alla lavorazione finale. 10 ore al giorno con la schiena piegata a 90 gradi. Alcune vecchine, infatti, non riescono più a mantenere la schiena diritta e camminano praticamente piegate e contrite ad angolo retto. Eppure sono loro che mandano avanti l'economia del paese! Mestiere duro e poco apprezzato.
Lo sviluppo di un paese non può prescindere dalla sua agricoltura e dai suoi agricoltori. Qualcuno diceva che la rivoluzione agricola è il primo stadio della rivoluzione industriale e, forse, le due vanno di pari passo.
Dopo le interviste ci troviamo spesso a spizzicare spiedini e bere birra con lo staff della cooperativa, in riva al fiume sotto una capannina di paglia, aspettando la sera. Sono persone simpatiche e aperte, anche se continuo a sentirmi come un pesce fuor d'acqua. Gli unici momenti in cui il dialogo va al di là delle barriere linguistiche sono i momenti musicali: si prende una sorta di piccolo banjo a 3 corde e si suona. L'ho suonato anche io, e giuro che una volta che si capisce la struttura delle note...non si riesce più a smettere! Abbiamo suonato, bevuto, mangiato insieme. Sotto una capanna di paglia, in riva al fiume. Sono stati bei momenti, momenti in cui ti chiedi cosa ci fai tu in quel villaggio sperduto di contadini nel nord-est di un paese in cui nessuno parla nessuna lingua a te nota. Ma le relazioni si creano anche solo con uno sguardo ed un sorriso. Questo è tutto ciò che posso offrire per ringraziarli della cura che hanno per me e per il lavoro che sto facendo...
Le relazioni sono molto importanti qui. Si beve e si mangia insieme quasi sempre. E' un momento per chiacchierare e farsi 4 risate. Senza buone relazioni, mi ripetono spesso, non si ottiene niente da nessuno. Neanche a pagamento. Allora, nonostante la voglia che ho a volte di tornare in albergo, resisto alle prese in giro quotidiane che non riesco a capire...sorrido, sorridono, e vado avanti.
Mangio riso ogni giorno, ma mi sto abituando e mi comincia anche a piacere la cucina locale. Chiedo sempre tutto "non piccante", e loro mi prendono in giro. Ma la carne è davvero buona. Insomma, non mi posso lamentare.
Il 4 torno a Bangkok e parlo con il responsabile di GreenNet per gli ultimi dettagli amministrativi e poi si parte. Bangkok, Cairo. Attesa di 5 ore (spero di poter uscire dall'aereoporto per fare un rapido tour della splendida capitale egiziana). Poi Roma...
Per quanto difficile, questa esperienza è stata molto importante per me. Esperienza di lavoro in ciò che mi piace fare davvero (Project Evaluation) e che voglio approfondire i prossimi anni di dottorato per apprendere meglio la metodologia quantitativa. E poi, chissà...
Voglio godermi il presente, ora. Senza pensare troppo ad un futuro ansiogeno. Giorno dopo giorno, gustando la serenità delle piccole cose, delle sottigliezze che a volte sembrano banalità.
Hasta pronto,
...cast away in Thailand.



August 15

Straniero

Come in Kenia lo straniero (bianco) viene ripetutamente chiamato Mzungu, così qui in Thailandia una qualsiasi persona dai tratti somatici occidentali prende l’appellativo di un frutto locale di difficile pronuncia – qualcosa come “basiidaaa”.
È trascorsa quasi una settimana ormai da quando sono a Yasothon. Tutto sembra molto diverso dall’artificiale e globalizzata capitale. Ho somministrato il questionario già ad una 50ina di contadini mentre il mio collega Marco e la fidanzata (Raffaella) hanno raggiunto un numero maggiore.
Ci alziamo la mattina presto, ci dividiamo, e andiamo nei villaggi rurali dove gli agricoltori coltivano il riso. 2 macchine, 2 luoghi diversi, 2 traduttori (o pseudo tali), 2 field assistants (esperti locali) e…poi l’immersione nelle verdi campagne thailandesi.
I contadini sono persone molto semplici. Vivono in condizioni relativamente buone se paragonati a villaggi dell’Africa sub sahariana o anche ad alcune periferie rurali della Campania.
Alla fine di ogni intervista, la classica scena: la signora che vuole darmi la figlia in moglie, regalarmi un campo di riso e farmi trasferire là per sempre; tutti a ridere (di me) mentre mostro il solito sorrisino falso di chi non capisce nulla ma sa di essere preso in giro. E così via, per ogni intervista. Inutile dirgli che sono felicemente fidanzato e che ho intenzione di sposarmi l’anno prossimo…tanto posso alternare, dicono: 6 mesi nel campo thailandese con moglie thailandese e suocera thailandese, e 6 mesi con moglie italiana.
Il pranzo è nei villaggi. Si condivide ciò che ognuno porta. Loro mi danno il solito “stiky rice” che io non riesco a digerire e cerco di riempire il mio stomaco con pezzi di carne di maiale alla brace acquistati la mattina prima di partire. Poi si ricominciano le interviste.
I villaggi distano almeno un’ora dall’hotel dove risiedo (in Yasothon). Finiamo le interviste per le 16.30 in genere e rivedo la mia stanza solo un’ora dopo; non c’è molto tempo per riposare: i dati raccolti vanno riportati nel database del computer e i questionari compilati a matita vanno cancellati per riutilizzarli il giorno dopo. Si fa ora di cena, qualche telefonata ai cari via skype e poi a dormire.
Dovrei finire il mio campione di interviste (150 persone) il giorno 28. Mi prenderò qualche altro giorno in caso di problemi e poi cercherò di anticipare la partenza per l’Italia. Non resterà più molto da fare qui. Ci sarà da lavorare sui dati da settembre in poi…e questo prenderà almeno un anno, il mio primo anno di dottorato (con tanto di corsi, esami di alto livello e studio matto e disperato per almeno 3 semestri!).
Una delle più belle sensazioni di questi luoghi è il senso di serenità, di ordine e di infinito che delle immense distese verdi di riso che vedo a destra e a sinistra del nostro pick-up nell'andare e tornare dai villaggi.
Una delle più brutte è stato sapere che qui…mangiano i cani! Per strada si vedono dei pick-up che trasportano cani in gabbia pronti per il macello.
In questi luoghi c’è molta autenticità. I contadini non hanno paura di parlare allo “straniero”, ma – anzi – è fonte di novità e giovialità (certo, mi ridono dietro per tutto il tempo!). I sorrisi ed i saluti  in questi campi sono veri, non come quelli di Bangkok.
Riesco a capire che parlano di me, tra di loro, quando ripetono più volte la parola “straniero” seguita da un mare di risate. Ma, al di là di tutto, è una sensazione piacevole perché è la loro forma di contatto con una cultura/lingua molto lontana dalla loro.
Passo e chiudo, per ora.
...intervistatore basiidaa

August 09

20 Baht...

Con 20 baht (meno di 50 eurocents) a Bangkok puoi comprare molte cose: un passaggio in motorino, mezz’ora di internet, una bibita fredda, spiedini di maiale/pesce/pollo, qualche piccolo Buddha-souvenir, un giro in autobus, entrata in qualche tempio buddhista, e molto altro ancora.
Il costo della vita è molto basso e qui le persone ricche fanno vita da faraoni. È una città assurda, molto artificiale e globalizzata. Enormi quartieri solo per turisti pieni di “go-go bars” con thailandesi appostati pronti ad attirare turisti (sessuali) ai sexy-show; luci stile New-York e abbondanza barocca stile Chinatown ti confondono e ti fanno sentire perso, così come negli immensi edifici e 15 piani di centri commerciali, dove ti bombardano di oggetti da consumare e ti rincoglioniscono di offerte. Grandi palazzi, templi buddhisti oramai diventati solo attrazioni per turisti, mercati di ogni sorta, odori di ignote spezie e cibo cucinato per strada.
Ogni originalità e peculiarità a Bangkok diviene business per turismo. A volte, però, è asfissiante e senti il bisogno di ritornare in un qualcosa di più autentico.
Tra poche ore lascerò Bangkok e partirò per Yasothon, nel Nord-Est della Thailandia. Una città che sembra a stento un capoluogo di provincia (definizione della Lonely-Planet). Magari lì sarà tutto diverso. Le persone, le strade, la povertà, la religione…
Lì io e Marco (il mio collega) ci divideremo nei vari villaggi di coltivatori di riso per somministrare il questionario che abbiamo ulteriormente elaborato in questi ultimi giorni a Bangkok. Ci accompagneranno un “traduttore” (!!!) a testa con funzioni anche di autista. Sarà difficile, perché - benché stipendiati da noi come “traduttori” – a stento parlano inglese. Ma…questi sono i rischi delle analisi “sul campo”. Vedremo cosa riusciremo a fare: dobbiamo intervistare ben 150 agricoltori a testa (!!!), di cui 75 affiliati alla cooperativa (Green Net) e 75 no (per costruire il campione di controllo).
Adesso esco dalla camera dell’albergo, scendo alla reception e aggiungo questo post sul mio blog, pagando more solito i tipici “20 baht” con cui un turista può comprare quasi tutto….
Comincia una nuova tappa.


August 05

Thailandia. I week: Bangkok

Ed eccomi qui, a scrivere dopo tanto tempo.
Come molti di voi sanno, ora sono a Bangkok. Mi tratterrò un mese e mezzo in Thailandia per effettuare un'analisi di impatto di progetti di Commercio Equo sul benessere dei produttori locali. Abbiamo preparato i questionari, fatto il campionamento, acquisito informazioni, e ora si va sul campo.
Passo qualche giorno  qui a Bangkok poi, quando il mio collega Marco mi raggiungerà, andremo a Yasothon dove comincieremo ad intervistare i produttori affiliati e non dei villaggi vicini.
Prime impressioni: essendo arrivato solo, sto pagando il peso della solitudine. Non mi aspettavo un'accoglienza in stile centro-sudamericana, ma nemmeno l'indifferenza più totale! Le persone qui sono strane. Gentili, ma molto molto riservate. Sarà per il fatto che non parlano l'inglese (grande limite per la comunicazione!) o per altre ragioni ancora a me ignote. Sembra quasi che dietro quel sorrisino di circostanza, si nasconda qualcosa di profondo e ben protetto. Non riesco mai a capire cosa ci sia davvero nella loro mente. L'impatto, quindi, è stato duro e sto ancora pagando il prezzo della solitudine.
Bangkok è una città interessante. Grande, caotica, trafficatissima metropoli asiatica. Belli i suoi templi nella parte antica, anche se mi hanno dato troppo l'idea di un qualcosa forzatamente messo in luce per attirare turisti e, quindi, piuttosto falso. Monaci buddisti pregano mentre miriadi di turisti con macchina fotografica si aggirano nei templi...Grandi strade diventano piccole e strette all'improvviso appena giri in una traversa. Ti trovi all'improvviso in vicoli stretti e puzzolenti, dove la gente povera vive in baracche/palafitte ai limiti dell'igiene. Ma, ripeto, è qualcosa che va cercata a fondo per essere trovata. Spicca, come in ogni metropoli globalizzata, la ricchezza e i palazzoni. I templi enormi e i monaci. I thailandesi travestiti da ufficiali che ti vogliono fregare proponendoti visite turistiche o vendendoti gioielli, etc.
Ma questo è solo il lato turistico, quello - quindi -  più falso di una città.
Aspetto di partire per i villaggi e di conoscere la gente e i luoghi per come sono veramente.
Lavoro in questi giorni nella cooperativa GreenNet di Bangkok, che si occupa della certificazione organica e l'export del riso dei produttori che devo intervistare a Yasothon. Qui sono tutti molto gentili e mi prendono spesso in giro nella loro lingua: immaginatevi la scena di me al centro dell'attenzione, senza capire nulla e con un falsato sorriso di circostanza, preso in giro in Thailandese. Ma sono comunque gentili con me. Qui metto a punto il questionario e lo calibro sulla realtà locale. Rivedo il sampling.
Fa caldo ed è umidissimo. Si suda appena si esce dall'hotel. Enormi distanze e cielo coperto ogni giorno (è la stagione delle piogge).
Aspetto cosa mi riserva di nuovo questa esperienza, nella speranza di superare questo primo duro impatto e la solitudine di chi lascia qualcosa/qualcuno di veramente importante nel proprio paese di origine. Solitudine che si avverte anche stando tra miriadi di persone.
Forza...
P.S.
Non so quando e se ci sarà il prossimo aggiornamento. Parto per i villaggi a fine settimana. A presto, god willing.


May 22

il popolo

La rabbia dell'ultimo intervento si è trasformata nella rassegnazione e nell'accettazione.
Comincio a capire perchè oramai certi discorsi ed ideali che abbiamo risuonino come lontani retaggi di un mondo mai esistito.

Quello che sta accadendo è vergognoso ed offensivo verso la dignità della persona: cfr. la politica razzista e fascista del governo contro i Rom e contro i manifestanti napoletani che si oppongono all'istallazione di discariche proprio sotto al proprio sedere.

Alla fine, Rom e napoletani sono entrambi vittime. Vittime perchè ai rom viene tolta la casa, mentre ai napoletani la capacità di pensare con la propria testa.

Il problema è il popolo. C'è un divario tra noi, giovani intellettuali rappresentanti oramai di una borghesia lungirmirante ed impegnata, e il popolo. Il popolo lo riconosci dai giornali che ti tirano appresso in metropolitana, dai programmi televisivi, dalle interviste, etc. Un popolo per la maggior parte analfabeta e incapace di pensare al di là del proprio giardino. Un popolo lobotomizzato da grande fratello, play station, domenica in, le troione delle veline, le canne, etc. che ha necessità di qualcuno ("le istituzioni") che paternalisticamente pensi e provveda al posto lo suo. Un popolo bisognoso di un'aristocrazia di furbi ignoranti che sa come tenerlo in pugno e vendergli illusioni e costruirgli falsi miti attraverso i media.

Siamo solo una piccola minoranza, noi persone che pensano staccando la televisione e che sognano una politica di integrazione che metta al centro l'uomo in quanto essere umano. Siamo solo utopisti noi che sognamo uno stato capace di punire chi è colpevole per le proprie azioni indipendentemente dalla propria provenienza, senza andare a caccia di consensi politici stigmatizzando un'etnia. Siamo delinquenti noi che andiamo a manifestare insieme ai contadini di chiaiano o alle madri dei figli ricoverati in zona ospedaliera contro una discarica in pieno centro città. Siamo comunisti noi che urliamo che la nostra salute non è in vendita e che hanno già giocato per 20 anni  - camorra e politica - con il nostro presente e futuro.
Siamo "dalla loro parte" noi che andiamo in Romania a fare volontariato o portiamo da mangiare ai "clandestini" (per scelta loro?) della stazione.

Non siamo il popolo noi. Noi siamo solo ciò che si salva di un paese alla deriva, comandato dalla criminalità e da politici populisti, xenofobi e amanti del loro santo nord.

E' brutto sentirsi solo quando si è circondati da una massa di persone. E' brutto sentirsi solo quando non riesci a condividere ciò che sei e vedi dall'altro lato solo una tenera ignoranza che non riesci neanche più a biasimare.  Siamo crudeli noi intellettuali che ce ne andiamo altrove, dove valorizzano i nostri talenti e ascoltano ciò che siamo...perchè "sputiamo nel piatto dove abbiamo mangiato" "portiamo agli altri i nostri cervelli"...etc.

Ma chi ci ascolta in questo paese?
Il popolo italiano ha altre priorità, che non scaturiscono più dai loro bisogni immediati ma soltanto da  ciò che  la politica e la camorra vuole per loro (e per rimpinguare le proprie tasche). Il popolo grida "come facciamo a dare da mangiare anche ai rom se non abbiamo neanche i soldi per mandare i nostri figli a scuola?" Peccato che però a gridarlo è proprio chi i soldi per farsi il capello all'ultima moda, la lampada, le sopracciglia raffinate e il beverly 500 con cellulare all'ultimo grido ce li ha! E magari prende anche qualche stipendiuccio dalla camorra che almeno gli assicura protezione...ma protezione da cosa se non dalle violenze della stessa camorra? Cioè: ti proteggiamo, noi camorra, dalle eventuali violenze che puoi subire...da noi...

Ma al popolo piace.
E noi?
Noi, siamo soli...
La solitudine del citttadino nella società globale diventa la solitudine dell'intellettuale attivo e mosso da principi etici in un mondo oppresso dalla propria immondizia e bisognoso di un dittatore.

A volte vedo cos'è il popolo italiano e capisco quanto sono sfortunato perchè ho avuto la possibilità di studiare, pensare e riflettere sulle cause dei problemi...


April 15

L'Italia è una montagna di merda

Qualcuno ricorderà la famosa frase di Peppino Impastato nel film "i cento passi": "La mafia è una montagna di merda". Posso oggi dire che l'Italia è una montagna di merda.
Niente commenti su queste elezioni che, sfiduciato in partenza, non ho neanche seguito.
Solo amarezza nell'avere la conferma dell'inferiorità mentale e il grado di lobotomizzazione del popolo italiano, mediocre e senza speranza. 
Un popolo convinto di capire la "nuova economia" (ma andate a zappare la terra), di dare spazio agli imprenditori senza i lacci del "comunismo" (il missionario Veltroni?!), di lasciare il sud a se stesso nelle mani della criminalità locale che avrà ancora più potere grazie al federalismo fiscale, convinto di immedesimarsi nel mito del self-made man (all'italiana! = mafia) del fantoccio preso per il culo dalle altre nazioni (quelle serie)...Convinto di capirne di politica ed economia, quando in realtà sa solo fare mozzarelle, polenta e Grande Fratello...
E potrei continuare all'infinito dimostrando l'inferiorità dell'italiano rispetto a chiunque. Chi ne ha la possibilità vada all'estero per un periodo prolungato...solo così si renderà conto della nostra (VOSTRA) netta inferiorità. Altrimenti, coltivate il vostro orticello, tanto c'è Silvio e Mafia che vi proteggeranno.
Questo parlamento è l'esatta proiezione di ciò che è l'Italia. Una montagna di merda, capitanata da un grande uomo, un uomo che fondamentalmente ha capito tutto degli italiani e della loro mediocrità. Li ha saputi prendere ed ingannare con i suoi trucchetti consumistici e propagandistici. Li ha stuzzicati e ha creato il mito di se ...in un niente!
Del resto l'Italia non è mai stata in grado di ragionare bene e autonomamente. Gli italiani hanno sempre bisogno di chi pensa per loro e risolve i problemi per loro. Stupidi provinciali...Fanalino di coda del mondo che crede di essere il faro del porto perchè "paese industrializzato".
No, io non mi sento più italiano. Fortunatamente frequento solo circoli internazionali e circoli dove si usa il cervello e si spegne la televisione (non la guardo da più di un anno ormai). Mi rintanerò in quest'orticello e quando potrò, sfrutterò anche io le poche bellezze dell'Italia A MIO VANTAGGIO...lasciando il resto dei contadini in giacca e cravatta correre dietro al proprio interesse.
Si, sono superiore alla politica. Oramai è il mestiere per chi non ragiona, nè con la mente nè con il cuore. Oramai è il "grande fratello" dell'Italia, zimbello dell'Europa. 
No, non mi interessa più niente di te, Italia mediocre. Ti sfrutterò fin quando mi darai vantaggio e poi, quando potrò, me ne andrò...parlo 3 lingue e con le mie capacità posso aspirare a ben altro rispetto a ciò che sei e mi dai.
Stupida italia e stupidi italiani. Vi siete fatti ingannare l'ennesima volta.
Non è colpa di Silvio, ma vostra.
E voi, gente intelligente...ANDATEVENE! Andate in un paese dove valorizzano le vostre capacità e i vostri cervelli/valori, non rimanete imbrigliati nella rete della mediocrità italiana!
Per quanto mi riguarda, spero che il lavoro che farò abbia il meno possibile a che fare con questa medrioce politichetta all'italiana. Lavorerò per lo sviluppo degli altri popoli, di quelli che se lo meritano. Non per il vostro, stupidi, arroganti, saccenti e inferiori ITALIANI.
 
L'ITALIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA
amareggiato,
Piero
February 03

I demoni dell'amore

"Wicked Game"
Chris Isaak

The world was on fire and no one could save me but you.
It's strange what desire will make foolish people do.
I never dreamed that I'd meet somebody like you.
And I never dreamed that I'd lose somebody like you.

No, I don't want to fall in love (This world is only gonna break your heart)
No, I don't want to fall in love (This world is only gonna break your heart)
With you (This world is only gonna break your heart)

What a wicked game to play, to make me feel this way.
What a wicked thing to do, to let me dream of you.
What a wicked thing to say, you never felt this way.
What a wicked thing to do, to make me dream of you and,

I want to fall in love (This world is only gonna break your heart)
No, I want to fall in love (This world is only gonna break your heart)
With you.

The world was on fire and no one could save me but you.
It's strange what desire will make foolish people do.
I never dreamed that I'd love somebody like you.
And I never dreamed that I'd lose somebody like you,

No, I want to fall in love (This world is only gonna break your heart)
No, I want to fall in love (This world is only gonna break your heart)
With you (This world is only gonna break your heart)
No, I... (This world is only gonna break your heart)
(This world is only gonna break your heart)

Nobody loves no one.
January 30

follie

...qu'importe l'éternité de la damnation
à qui a trouvé dans une seconde l'infini de la jouissance?
 
[C. Baudelaire]
 
December 24

you shall rise...

Living Darfur

by Mattafix

See the nation through the people’s eyes,
See tears that flow like rivers from the skies.
Where it seems there are only borderlines
Where others turn and sigh,

You shall rise

There’s disaster in your past
Boundaries in your path
What do you desire when lifts you higher?
You don’t have to be extraordinary, just forgiving.
Those who never heard your cries,
You shall rise

And look toward the skies.
Where others fail, you prevail in time.
You shall rise.

You may never know, If you lay low, lay low
You shall rise

Sooner or later we must try… Living
You may never know,If you lay low, lay low

See the nation through the people’s eyes,
See tears that flow like rivers from the skies.
Where it seems there are only borderlines
Where others turn and sigh,
You shall rise 

You may never know, If you lay low, lay low

Sooner or later we must try… Living

_______________________

Vedi la nazione attraverso gli occhi del popolo
Vedi le lacrime che scorrono come fiumi dai cieli
dove sembra che ci siano solo confini
dove gli altri si girano e sospirano

tu devi risorgere

c’è un disastro sul tuo sentiero
confini nel tuo cammino
Cosa desideri quando ti solleva più in alto?
Non devi essere straordinario, solo perdonando
quelli che non hanno mai sentito i tuoi pianti,
tu risorgerai

E guarda verso i cieli
Dove altri falliscono, tu prevali in tempo
tu devi risorgere

non puoi mai sapere
se rimani abbattuto, rimani abbattuto
tu devi risorgere

Living prima o poi devi tentare…di vivere

non puoi mai sapere se rimani basso

vedi la nazione attraverso gli occhi del popolo
Vedi le lacrime che scorrono come fiumi dai cieli
dove sembra che ci siano solo confini
dove gli altri si girano e sospirano
tu devi risorgere

non puoi mai sapere se rimani abbattuto, rimani abbattuto

prima o poi noi dobbiamo tentare…di vivere

  

December 02

Follia o suicidio? La via di uscita è l'uomo...

Per persone come noi, con un grande background intellettuale e valoriale, vivere il continuo scarto tra gli ideali e la realtà o può condurre alla follia o alla schizofrenia e infine al suicidio. Ritrovarsi invece nell'immagine UMANA di Cristo è la via di uscita per vivere il cristianesimo "moderno" oggi, hic et nunc. Anche Cristo amava bere e fare festa con gli amici. Anche Cristo soffriva come un uomo e amava come tale. Anche lui amava trascorrere tempo a parlare con gli amici.
La cultura, i valori, la religione non sono niente se rimangono fini a se stessi, se non si incarnano anche loro nel cuore, nell'uomo.
Per me, che da una vita non leggo "libri di svago" diversi dalle letture universitarie, trascorrere tempo con amici e parlare fino alle 3 di notte invece di leggere è come sfogliare ogni volta una pagina nuova del libro della vita. Se non avessi avuto finora una vita sociale in cui incarnare la mia personalità, i miei sogni e i miei fallimenti, il mio vittimismo e il mio titanismo, non sarei arrivato fin qui.
Dopo tanti anni improntati sulla filosofia volontarstica del "dover fare" (influenzato molto dal "rigore spersonificante dei gesuiti", come direbbe una certa persona) , sto riscoprendo poco a poco la gioia dell'essere uomo, la ricchezza di vivere la varietà sociale, la serenità dei limiti prorpri e di quelli della realtà dove si vive, la pace interiore di chi riesce finalmente a sentire il soffio dell'Amore che sfiora impercettbilmente le cose più lontane dalla mente ma che solo un cuore umano può cogliere, un cuore capace di vivere nella propria natura finita attimi d'infinito e di "sentirli", "percepirli" fino al midollo.
Sono cristiano oggi perchè credo nella bellezza dell'uomo, con i suoi pregi ed i suoi limiti che lo rendono raro ed unico nella sua esistenza.
Sono cristiano oggi perchè vedo Cristo nell'uomo e nell'uomo di oggi vedo Cristo.
Credo che se mi togliessero la capacità di "sentire" il soffio divino nelle relazioni sociali ed umane e trovare il mio alimento esistenziale in esse, sarei l'essere più infelice del mondo anche se diventassi il maggior esperto di Cooperazione allo sviluppo in materia economica. Il mio essere limitato, per il mio carisma, ad approfondire certi aspetti del reale, mi spinge necessariamente a trovare una complementarietà con altri aspetti che invece mi mancano attraverso lo scambio sociale.
Se non avessi il cuore per percepire Dio nella realtà quotidiana, anche davanti ad una fermata dell'autobus, o nella sofferenza di una delusione amorosa e nella gioia del ritorno, o ancora nel rumore della pioggia o della luce soffusa della mia camera, o nelle lezioni di Growth Theories, o in una canzone blasfema e in un poeta maledetto...
...per me resterebbe come via di uscita da una vita razionalmente "diabolica" (divisa) tra ciò che è giusto fare e la realtà imprevedibile...
...o il suicidio o la follia...
Voi che scegliereste?
Io ho scelto e sono stato scelto dal Dio uomo, dall'essere nel nostro piccolo "poveri Cristi", indipendentemente dal nostro fine...Perchè forse il nostro fine è qui, in noi, nel nostro (caotico o razionale?) divenire...La felicità è qui, sulla terra. E' in noi. Bisogna avere solo il cuore sintonizzato sulla giusta (e sottile) frequenza d'onda...
 
 
 
November 21

WAY OUT

Di ritorno dallo splendido concerto dei PORCUPINE TREE, ho continuato a canticchiare fino ad oggi questa meravigliosa canzone contenuta nel loro ultimo album FEAR OF A BLANK PLANET, un album un pò più "pesante" rispetto ai loro capolavori precedenti (In Absentia o Lightbulb sun). Bene, la canzone si chiama WAY OUT e leggendo il testo su internet ho notato che...nulla è casuale. Ora capisco perchè mi è rimasta in mente per così tanto tempo...
 
 
 
WAY OUT
Porcupne Tree
 
Out at the train tracks
I dream of escape
But a song comes onto my iPod
And I realize it's getting late

And I can't take the staring
And the sympathy
And I don't like the questions "How do you feel?"
"How's it going in school?"
and "Do you wanna talk about it?"

Way out
Way out of here
Fade out
Fade out, vanish

And I'm trying to forget you
And I know that I will

In a thousand years, or maybe a week
Burn all your pictures, and cut out your face

The shutters are down and the curtains are closed
And I've covered my tracks
Disposed of the car
Trying to forget even your name and the way that you look
When you're sleeping
Dreaming of this

Way out
Way out of here
Fade out
Fade out, vanish
 
October 14

Paperhouse - Can

Take a light shining on the land,
Off the wall,
Up and down, free everything,
What you feel is all gone.
You can make everything

What you want with your head,
You’re OK and be aware
Everywhere with your mind.

Two times, goodbye love,
You’re sorting out for your room.
Too many savage songs,
Laugh with him today.
Playing everything,
You and your mind
And flying paperhouse
Way back on the laugh.
 
You just can’t give them no more,
You just can’t give them no more,
You just can’t give them no more.

Honey back, fake everything,
Make them feel so bad.
You can make everything
What you want with your head.
Honey back, fake everything,
Make them feel so bad.
You can make everything
What you want with your head.

Flying paperhouse,
Let’s stop in the sky.
Every day my paperhouse
Reaches out, comes in,
Every day my paperhouse
Coming in, reaching out.
Paperhouse - Can (Tago Mago)
October 07

La mia migliore amica...

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end
...
Of our elaborate plans, the end
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
I'll never look into your eyes...again
...
Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need...of some...stranger's hand
In a...desperate land
...
It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die
Jim Morrison
The Doors - 1967
October 05

scream

Back to the books
misterious pains
heartbraking anxiousness
uncertain future
...
truly lost,
only in God's hands.
September 19

Geniale...!

Noto fin dai tempi del feudalesimo come l'amore per una giovane donna possa trasformare un giovane uomo in un Servo della Gleba. Riportiamo qui di seguito le principali fasi di tale trasformazione.
FASE 1: il presagio. Il giovane racconta agli amici di aver conosciuto una ragazza carina, simpatica ma specialmente intelligente con la quale parla bene. Non si dimostra interessato sessualmente.
FASE 2: lésso. Il giovane è convinto di aver trovato la donna della sua vita; si interessa perniciosamente ai racconti delle di lei vacanze; modifica le proprie abitudini e i propri gusti (alimentazione, musica, abbigliamento, cinema) nel tentativo di compiacerla. I numerosi pacchi agli amici sono sintomatici del passaggio alla successiva FASE 3: Servo della Gleba. È il momento decisivo della mutazione.
Se il SdG idealizza l'amata a tal punto da non ritenersene degno (APPROCCIO NEGATIVO) entra nella sottofase vegetal: osserva apaticamente il mondo che lo circonda ed entra in rapporto simbiotico-umorale con l'amata (es. lei è felice perchè sta con uno figo -> anche lui è felice; ricordiamo infatti che il SdG vive generalmente una condizione di sudditanza amorosa, e non un reale rapporto di coppia). Se il SdG opta per una dichiarazione (APPROCCIO POSITIVO) si hanno due possibilità.
a) ottiene un sì: viene accolto nel nirvana, conosce tutti gli dei e si muove leggermente sollevato da terra. Perde ogni contatto con gli amici.
b) ottiene un due di picche: entra nel limbo, indossa una corona di spine e soffre di una forma collaterale di pessimismo affettivo che si manifesta con frasi del tipo: "Non troverò mai la persona giusta" e ancora "Sono io ad essere sbagliato". Dopo qualche tempo ricontatta gli amici giustificando mesi di silenzio con la frase: "Ho avuto un casino di robe da fare", Un SdG che collezioni 10 o più 2 di picche assurge allo status di Gran Maestro dei Glebas, vive in eremitaggio e diventa meta di pellegrinaggio per altri SdG ai quali legge il futuro servendosi di un mazzo di 2 di picche.


Allora, com'e' andata con la tipa?
Ma, devo dire bene, bene
Hai pucciato il biscotto, o almeno hai limonato?
No, ragazzi, non scherziamo.
Lei non e' come tutte le altre.
Bll b b bll parlaci di lei.
Ah, guardate, questa qui e' una tipa
veramente simpaticissima, in gambissima.
Mi ha raccontato delle cose
sulle sue ferie divertentissime,
ma tipo che lei era andata la'
con un sacco di creme dopo sole,
poi ha preso un casino di sole, si e' bruc...
Le hai mostrato il poparuolo?
No, ma ho buone possibilita'. Allora ci vediamo questa sera?
Una serata fra amici, una chitarra e uno spinello.
Eh, amici, purtroppo no.
Questa sera sono invitato a casa sua per vedere
le diapositive del mare, delle sue ferie
poi subito dopo devo accompagnare i suoi genitori
che devono prendere il treno
perche' sono rimasti senza macchina,
l'hanno distrutta, era mia. Siamo tutti servi della gleba,
e abbiamo dentro al cuore una canzone triste.
Servi della gleba a testa alta verso il triangolino che ci esalta.
Niente marijuana ne' pasticche:
noi si assume solo il due di picche.
Servi della gleba in una stanza anestetizzati da una stronza,
come dei simbolici Big Jim: schiacci il tasto ed esce lo sfaccimm.
Ehi, guardate un po' chi si rivede. Hue ciao ragazzi.
Hai la faccia di legno, dove cazzo eri finito?
Ma no, niente, e' che c'ho un esame in ballo
e poi non son stato molto bene.
Dicci cosa hai avuto di preciso.
Mah, mi ha detto il medico
che c'ho le papille gustative interrotte.
Eh? Si' poi c'ho un gomito che fa contatto col piede
Cosa? Mio padre ieri e' rimasto chiuso
nell'autolavaggio no, no,
e' che ho delle storiacce con la tipa... eh si'.
Lei ti ha dato il due di picche. Ma no, che cosa dite?
Lei mi e' molto affezionata, solo che ha delle storie
col suo tipo che la rendono infelice,
e siccome a lei ci tengo piu' che a me,
ho parlato al suo ragazzo
e l'ho convinto a ritornare da lei...
Ma non starai mica piangendo?
No, e' che mi e' entrata una bruschetta nell'occhio.
L'occhio spento e il viso di cemento,
lei e' il mio piccione ed io il suo monumento.
Servi della gleba a tutta birra
carichi di ettolitri di sburra;
cuore in fiamme e maschera di ghiaccio,
noi col nostro carico di sfaccio.
Servi della gleba planetaria
schiavi della ghiandola mammaria,
come dei simbolici Big Jimme:
schiacci er tasto ed esce lo sfaccimme.
 
ELIO E LE STORIE TESE
(Servi della Gleba)
August 30

cuba - considerazioni a caldo

Troppo presto, forse, per scrivere qualche considerazione razionale su quest'unica esperienza. Un campo di evangelizzazione può suonare come un gruppo di infervorati gesuiti che vanno a convertire i pagani indios con croce di legno e flauto tipo mission.

Invece è stata un'esperienza unica, ricca di spunti su cui ancora devo meditare. Ho scoperto le luci e le ombre di questo paese di cui si parla così tanto.

Ho conosciuto la capacità di "entrega personal" (consegna di se stessi) propria del cuore dei cubani, di quelli felici e contenti del proprio regime.

Ho visto le contraddizioni di una dittatura comunista, dall'offerta gratuita e universale di sanità e istruzione di alta qualità, alle lamentele dei lavoratori professionali mal stipendiati e degli intellettuali che non hanno la possibilità di scegliere qualcosa di diverso da ciò che voglia Fidel.

Ho goduto del favoloso ritmo che batte nel cuore e nel sangue del cubano...

Ho sentito la frustrazione di chi non ha possibilità di creare sviluppo autonomamente (anche se per il bene della collettività) e la ricchezza di ideali sociali dei giovani innamorati del Che.

La povertà di Cuba non è una povertà che ti sconvolge, che ti turba, insostenibile come le discariche di Nairobi o le aree degradate dei paesi post-comunisti.

La povertà di Cuba, seppur visibile nell'abbandono strutturale di alcuni lati delle città, è - in generale - una povertà spirituale, nel senso di incapacità di vedere la propria vita come qualcosa di metafisico, collegata all'esistenza di un'entità superiore che noi occidentali chiamiamo Dio. 

I cubani non hanno bisogno di volontariato: sono i primi ad insegnacelo. Sono i primi che continuano a lavorare come medici professionali in ospedali, con turni massacranti, anche fuori del proprio lavoro per aiutare la propria gente...con uno stipendio da fame.

Ho lavorato per una settimana al centro de neurodesarrollo di Cardenas, una "ricca" struttura creata attraverso l'aiuto di una ong e il partito comunista tedesco avente la funzione di garantire ai bimbi disabili dalla nascita la possibilità di un futuro sostenibile.

Ma questo non mi bastava. Avevo bisogno di vedere realmente con i miei occhi il peggio, il più povero. Siamo andati a parlare con i responsaibli del partito per ottenere la concessione di entrare a lavorare all'asilo de los ancianos (per 40 anni si è negato l'accesso a questo luogo a volontari cristiani o a qualsiasi persona legata con la chiesa). Spacciandoci per membri del partito comunista italiano tanto desiderosi di apportare aiuti monetari, abbiamo ottenuto l'autorizzazione...ed è cominciato il viaggio verso l'incredibile bellezza del peggio.

Una struttura decadente che raccoglie più di un centinaio di anziani (dai malati mentali a quelli abbandonati), fredda e pericolante (quando piove si allaga tutto). Ci hanno messo a lavare i piselli della sala dei malati mentali per 1 settimana. Esperienza catartica, di contatto con il Dio dei poveri, degli abbandonati, degli ultimi, dei dimenticati. Un'esperienza che finalmente ci ha regalato quella stanchezza di fine giornata pesante ma sostenibile proprio perchè controbilanciata da felicità e serenità d'animo.

La povertà dell'asilo de los ancianos è una porvertà essenzialmente strutturale: struttrura pericolante, mancanza di medicinali, vestiti, scarpe, etc. Ma ciò che gli operatori fanno per gli anziani, anzi, il come lo fanno è incredibile: l'affetto e l'amore che hanno per "i propri nonnetti" è una delle tante lezioni di vita a noi amanti del volontariato da esportazione.

Incredibili anche i momenti di svago: dalla gita a Trinidad (dove ho dormito in una specie di fattoria che la famiglia si ostinava a chiamare "casa"!) alle puntatine capitaliste alle spiagge di Varadero, pinacolada con cannuccia inclusa.

Incredibile anche il sentirsi ringraziati per quello che facevamo (o, meglio, non facevamo!) ogni minuto! Abituato alla tristezza post-comunista dei paesi dell'Est, i panegirici che ci facevano ogni secondo i cubani per la nostra testimonianza di vita ci hanno, a volte, addirittura stancato! Ma sicuramente sono stati una carica in più per affrontare il duro ritmo di vita e lavoro che avevamo lì (sveglia alle 6.30 e attività fino alle 22.30). 

Molto utile, poi, la possibilità di aver potuto condividere questo campo di lavoro con una decina di spagnoli. Ci ha insegnato a smontare i facili pregiudizi e la puzza sotto al naso che noi LMSini mostriamo sempre dinanzi realtà ed approcci differenti dai nostri.

La stanchezza degli ultimi giorni ha indebolito il mio sistema immunitario (già debole di per se): faringite, diarrea, febbre e raffreddore mi hanno accompagnato per tutto il viaggio di ritorno (quasi un giorno di viaggio!)...il tutto condito da una buona dose di sfiga concretizzatosi nello smarrimento della mia valigia a Parigi. La sto ancora aspettando...soprattutto il rum che c'era dentro...RIVOGLIO IL MIO HAVANA CLUB!

Questo è tutto per ora. Non ho tempo di tradurre in spagnolo o inglese. Ho scritto abbastanza, ma sono ancora poche considerazioni a caldo, frutto di notti insonne per fusorario e malesseri vari.

Tanta voglia di uscire di casa e riabbracciare chi di dovere (auuuuuuuuuuuuuuuu), considerato l'elevato grado di allupamento raggiunto in questi 25 giorni di distacco!

Ma, dopotutto, nonostante l'incertezza di quello che mi aspetta (dal 15 sett mi trasferisco a roma e ancora devo cercare casa + Erasmus di Grazia)...sono contento e finalmente sereno! Il futuro è in mano alla Provvidenza...

 

...Hasta siempre, comandante...

August 01

Welcome back...

Eccoci ritornati da questo viaggio indimenticabile...E' stato tutto "nuovo" per me, in tutti i sensi.
Atmosfera di Praga stupenda e godibile solo di notte, lontano dai maledetti turisti.
Casa particolarissima...Momenti con Grazia indimenticabili.
Ci voleva proprio. Avevo l'umore sotto i piedi.